mercoledì 23 aprile 2014

ANCHE IL SINDACO DE LUCA PASTORE TRA I PASTORI DI SAN GREGORIO ARMENO


A Vincenzo De Luca mancava solo la gloria di figurare tra le belle statuine presepiali di San Gregorio Armeno. Ora  in bella posa il sindaco  si staglia tra le figure (peraltro frivole)  di Balotelli e Belen.
E giustamente i cittadini salernitani, che lo votarono con percentuale da primato, si augurano che De Luca la bella statuina non stia a farla a Palazzo di Città dove c’è assoluta urgenza d’idee e d’impegni in un crescendo rossiniano per lavoro e crescita sociale.

                                       Dentro Salerno, 7 dicembre 2012

             

domenica 20 aprile 2014

ANNI CINQUANTA, "SI SALIERN' TENESSE 'U PUORT, NAPULE FOSS' MUORT"

L'on. Carmine De Martino, parlamentare della Democrazia Cristiana, propiziò la decisione politica di costruire a occidente il nuovo porto.


CRONACHE DEL MEZZOGIORNO, 11 ottobre 2008

Nel mese di ottobre 2008 il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno" inizia la pubblicazione di una serie di articoli di Gaspare Russo su 50 anni di politica salernitana.

Russo, che è stato sindaco di Salerno, presidente della locale Camera di Commercio e presidente della Giunta Regionale della Campania, descrive persone e fatti con capillare documentata memoria storica.

Come da accordo con Russo e e con il direttore responsabile Tommaso D'Angelo, ogni articolo è corredato di una mia vignetta satirica sul tema descrittto.
Primo personaggio della carrellata di uomini politici è appunto Carmine De Martino. 


SALERNO 2008 / SCONTRO TRA PROCURE ALL'APICE...

 
  Nella vignetta il procuratore capo di Salerno,  Luigi  Apicella,  per il quale il Consiglio Superiore della  Magistratura avviò  la pratica  di trasferimento d’ufficio  per incompatibilità  ambientale e funzionale, che colpiva anche il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, e i magistrati di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani,  per il sequestro del fascicolo,  e quelli di Catanzaro, Salvatore Curcio,  Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo,  per aver controsequestrato gli atti. 
E’ opportuno comunque precisare che la procura di Catanzaro s’era rifiutata più volte di consegnare gli atti alla procura di Salerno, tenuta  per legge a indagare su Catanzaro  a seguito degli esposti sulla vicenda del pubblico ministero Luigi De Magistris e il fascicolo
 “Why Not”. 

      Newpressonline11 dicembre 2008

 

lunedì 7 aprile 2014

MICHELANGELO RUSSO MAGISTRATO-VIGNETTISTA AI TEMPI DI "CAMORROPOLI"

Effigiato nella vignetta come Robin Hood, nello stile del grande Franco Bruna (recentemente scomparso), il giudice Michelangelo Russo fa ricordare il suo impegno a Salerno negli anni di Tangentopoli, quand’era coordinatore del pool Mani Pulite. Collezionista di giocattoli antichi, appassionato di fumetti e peraltro disegnatore di "strisce", pubblicò un polemico pamphlet, dal titolo "Camorropoli", che gli procurò un procedimento disciplinare ad opera del Csm, però senza conseguenze.


Nel 2000,  procuratore a Lagonegro, dopo aver indagato sul cardinale di Napoli Michele Giordano, chiese per l’arcivescovo la condanna a tre anni di reclusione, per associazione finalizzata all’usura e appropriazione indebita, e per il nipote del Cardinale, Nicola Giordano, due anni di reclusione per usura continuata (assolti però entrambi con formula piena).
Accusato di protagonismo anche per aver fatto arrestare nel 1993 il sindaco socialista di Salerno Vincenzo Giordano, al quale sarà intitolata una piazza, nel corso di un’intervista a “Le Cronache del Salernitano”, il magistrato ha detto che  “Da cittadino sono favorevole a una intitolazione di una strada o una piazza a Vincenzo Giordano, da magistrato dico che la giustizia non ha sbagliato. Chi vuol conoscere la differenza tra un progetto esecutivo e un progetto di massima deve andarsi a leggere la sentenza della Cassazione che pur confermando l’impianto accusatorio si concluse per la prescrizione che nel frattempo era maturata.(...) Sotto il profilo umano e politico Giordano non debba essere sottovalutato. Ma sia chiaro: una intitolazione di una strada o piazza a Vincenzo Giordano non deve essere un risarcimento alla memoria, bensì un riconoscimento all’importante attività politica». Limpido il giudizio del celebre penalista Paolo Carbone: ” Giordano è stato un sindaco efficiente che ha pagato un prezzo molto alto. Un uomo di coerenza che ha prodotto tanto per la città. Ogni riconoscimento mi trova favorevole”.

Amaro il commento di un lettore: Praticamente é stato sbattuto in galera perchè non aveva capito la differenza tra un progetto esecutivo e di massima, e per questo distrutto come politico e come uomo”.

 

mercoledì 26 marzo 2014

SALERNITANA '77/78, LE OTTO GIORNATE DI MISTER FACCHIN

Nel campionato di serie C 1977/78, diventata società per azioni, la Salernitana Sport SPA si affida all’allenatore Carlo Facchin in virtù del terzo posto conquistato nel torneo precedente alla guida della Reggina. Tuttavia l’esordio del trainer è deludente: sette punti in sette partite (1 vittoria, 5 pareggi, 1 sconfitta).

Addirittura la trasferta a Ragusa, piuttosto che determinare l’auspicata svolta, con la sconfitta per 2-1 condanna Facchin all’esonero, deciso dal presidente Enzo Paolillo ma non condiviso da Giampaolo Cominato, dimessosi infatti da direttore sportivo (deludente poi anche con Enea Masiero, proveniente dal settore giovanile dell’Inter, solo con Lucio Mujesan, per il secondo anno giocatore e allenatore, la squadra granata avanzerà in classifica conquistando la sesta posizione, grazie anche ai 19 gol del capocannoniere Costante Tivelli).

                                TELECOLOR,  Contropiede,  25 ottobre 1977

mercoledì 5 febbraio 2014

SALERNITANA 1995/96, SFUGGITA PER TRE PUNTI LA SERIE A

Nel torneo 1995/96, con Franco Colomba allenatore, la Salernitana sfiora ancora la promozione in serie A, come nel precedente torneo, con Aniello Aliberti neo presidente e Delio Rossi in panchina.
Pur se Domenica 6 aprile 1996, dopo la vittoria contro la Reggiana (1-0) la promozione appariva quasi raggiunta al presidente Aliberti, anche  il trainer Colomba, restato prudentemente con i piedi a terra, cominciava comunque a vederla possibile. La classifica finale tuttavia vedeva la Salernitana al quinto posto con 58 punti dietro Perugia e Reggiana (61). Le altre squadre promosse: Bologna (65) e Verona (63).
 
( il CORRIERE Salerno e Provincia, 9 aprile 1996 )