Più che meritato per Aldo Busilacchi il titolo di
TUTTOSPORT. Infatti, con due gol di “Busi”,
entrambi nel primo tempo, la Salernitana il 30 settembre 1973 andò a
vincere sul non facile terreno della Casertana di Antonio Pasinato.
domenica 10 luglio 2016
domenica 3 luglio 2016
IL SOGNO (AVVERATOSI) DI DOMENICO TOM ROSATI
sabato 2 luglio 2016
FRANCO PEZZULLO PORTIERE "SARACINESCA"
A gran voce, al termine del campionato, Onorato Volzone auspica la creazione della Società. Indimenticato giornalista de IL TEMPO e di SPORT 7, Volzone sarebbe passato a Il Mattino in coincidenza con la promozione in B della Salernitana di Tom Rosati e di Pierino Prati.
La “battaglia” tecnica si è, dunque, oramai conclusa con la splendida affermazione ottenuta domenica a spese della capolista Trani. Ora inizia quella più delicata ed ardua, quella diretta alla costituzione della società. La volontà ha costituito la base prima su cui si è eretto il “castello” del brillante finale di campionato della squadra. La volontà, la buona volontà dovrà essere ancora ispiratrice e motrice delle decisioni che i maggiori Enti interessati, le categorie e gli imprenditori in genere saranno chiamati a prendere in un prossimo immediato futuro.
martedì 7 giugno 2016
ARTURO DI NAPOLI E LA PROMOZIONE IN B DEL 2008
Ora che nel decisivo match contro il Lanciano la Salernitana è più che mai decisa a conquistare la permanenza in Serie B, la vignetta dell'epoca fa rivivere il “Re Artù” dei tempi migliori con la maglia granata.

Di Napoli, in arte “Re Artù”, con 21 reti contribuì in maniera decisiva alla promozione in Serie B della Salernitana nel campionato 2007/2008. E come tutti i re, con la sua bella corona in testa, fu protagonista di una favola, rotonda come un pallone di calcio.

Di Napoli, in arte “Re Artù”, con 21 reti contribuì in maniera decisiva alla promozione in Serie B della Salernitana nel campionato 2007/2008. E come tutti i re, con la sua bella corona in testa, fu protagonista di una favola, rotonda come un pallone di calcio.
domenica 29 maggio 2016
C’ERA UNA VOLTA IL GIRO...
DELLA PROVINCIA
DI SALERNO
Negli anni ‘60 del secolo scorso Alfonso Carella, giornalista del Corriere dello Sport e grande innamorato della Salernitana, era il patron del Giro della Provincia, di fatto il Torriani (allora direttore del Giro d’Italia) della corsa ciclistica dilettanti che si snodava sulle Strade del Cilento e della Costiera.
Negli anni ‘60 del secolo scorso Alfonso Carella, giornalista del Corriere dello Sport e grande innamorato della Salernitana, era il patron del Giro della Provincia, di fatto il Torriani (allora direttore del Giro d’Italia) della corsa ciclistica dilettanti che si snodava sulle Strade del Cilento e della Costiera.
Don Alfonso -come noi giovani cronisti lo chiamavamo per rispetto- al termine di una tappa del Giro della Provincia mi chiese una vignetta-ricordo, quella che qui lo ritrae da direttore del giro dilettantistico.
domenica 6 marzo 2016
MARIO DE BIASE DA SINDACO A DISOCCUPATO (PER POCO...)
Vignetta pubblicata sul quotidiano Cronache del Mezzogiorno nel 2006
Mario De Biase, sindaco di Salerno dal 15 maggio2001 al 15 giugno 2006, non fu ricandidato alla fine del suo mandato. Disse: "Nella vita sono stato un precario permanente".
Tutto vero, come esattamente ribadito nel 2012 nell'intervista di Gabriele Bojano al termine dell'incarico che comunque aveva ottenuto alla Regione Campania..
""" L'uomo che fu sindaco di Salerno dal
2001 al 2006 tra un De Luca e l'altro e subì l'onta di non essere ricandidato,
dice che finora non ha avuto tempo di pensare a queste cose. «Anche se in tempi
di rottamazione - confessa - mi fa un po' impressione pensarmi sessantenne».
A 60 anni è tempo di bilanci. Com'è il suo?
«Nella vita sono stato un precario permanente, non ho mai svolto un lavoro che abbia dato la sensazione di avere anni di stabilità. E questo non mi ha permesso di fermarmi per fare un bilancio».
Attualmente cosa sta facendo?
«Sto liquidando tutta l'eredità del commissariato rifiuti, frane, bonifica e ciclo integrato delle acque, un lavoro che mi ha preso e che devo chiudere il 30 dicembre. Entro quella data finisco e l'incarico non è più procrastinabile».
E dopo cosa farà?
«Dal 1 gennaio avrò tempo di pensare cosa devo fare. Io non ho alcun reddito accumulato, non ho risorse all'estero e neppure vitalizi».
Suvvia, De Biase, vuol farci credere che se la passa male?
«Ad oggi ho diecimila euro sul conto corrente e il 50% della mia casa a Pastorano costruita con i soldi di mio padre è ancora sotto sequestro per la vicenda Seapark».
Ma non era intervenuta la prescrizione?
«Io ho rinunciato alla prescrizione. Non potevo accettare l'idea che l'indagine clou che mi ha infangato con una richiesta d'arresto potesse essere prescritta. Voglio il merito, voglio essere assolto».
Da ex sindaco come vede il futuro di Salerno?
«Negli ultimi tempi siamo stati un po' distratti dalle luminarie, io credo che si è chiuso un ciclo, è finita la spinta propulsiva di De Luca e di un'idea di governo della città. Dopo un ventennio è un'esperienza che va chiusa».
Ma dopo De Luca c'è il vuoto?
«I vuoti si riempiono, è una legge fisica».
E se il prossimo sindaco fosse un altro uomo fidato di De Luca? Si parla di Bonavitacola, che consiglio gli darebbe per non finire sedotto e abbandonato come è successo a lei?
«La storia non si ripete mai. Ci vuole un momento di rottura, è indispensabile per la democrazia, per poter ripartire in questa città. Ci vuole un atto di discontinuità».
Rottura, discontinuità, ma non è che tifa Renzi? È stato anche visto alla sua convention salernitana!
«No, assolutamente. Penso che Renzi sia un prodotto programmato per indebolire le possibilità della sinistra al governo. Alla convention andai perchè cercavo l'assessore Buonaiuto ma non lo trovai».
Nostalgia della fascia tricolore?
«È un mestiere che non si dimentica mai, che ti segna per la vita. Dopo ho fatto come quel personaggio di «C'era una volta in America», sono andato a letto presto».
I suoi figli lavorano all'estero. Perchè?
«Antonio è in Cina, a Pechino, lavora per Nokia, testa i prototipi dei telefonini, Laura dirige un ristorante nella capitale della Malesia. A Salerno non potevano restare per una scelta di vita culturale. E anche perchè erano figli miei. Spesso viene da chiedermi quanto hanno pagato chi ha condiviso le mie scelte».
Ci sarà una festa oggi?
«Ho percepito che mia moglie sta organizzando qualcosa. Ho sentito qualche spezzone di telefonata».
Da chi aspetta una telefonata di auguri?
«Da nessuno in particolare, devo dire che dal 2006 non ho cambiato il numero di cellulare e tutti quelli che mi hanno cercato mi hanno trovato. Anno dopo anno le telefonate sono sempre di meno però c'è un nucleo di amici eroici che ha resistito. Spero che anche quest'anno si facciano vivi».
Il regalo che vorrebbe?
«Una grappa».
A 60 anni è tempo di bilanci. Com'è il suo?
«Nella vita sono stato un precario permanente, non ho mai svolto un lavoro che abbia dato la sensazione di avere anni di stabilità. E questo non mi ha permesso di fermarmi per fare un bilancio».
Attualmente cosa sta facendo?
«Sto liquidando tutta l'eredità del commissariato rifiuti, frane, bonifica e ciclo integrato delle acque, un lavoro che mi ha preso e che devo chiudere il 30 dicembre. Entro quella data finisco e l'incarico non è più procrastinabile».
E dopo cosa farà?
«Dal 1 gennaio avrò tempo di pensare cosa devo fare. Io non ho alcun reddito accumulato, non ho risorse all'estero e neppure vitalizi».
Suvvia, De Biase, vuol farci credere che se la passa male?
«Ad oggi ho diecimila euro sul conto corrente e il 50% della mia casa a Pastorano costruita con i soldi di mio padre è ancora sotto sequestro per la vicenda Seapark».
Ma non era intervenuta la prescrizione?
«Io ho rinunciato alla prescrizione. Non potevo accettare l'idea che l'indagine clou che mi ha infangato con una richiesta d'arresto potesse essere prescritta. Voglio il merito, voglio essere assolto».
Da ex sindaco come vede il futuro di Salerno?
«Negli ultimi tempi siamo stati un po' distratti dalle luminarie, io credo che si è chiuso un ciclo, è finita la spinta propulsiva di De Luca e di un'idea di governo della città. Dopo un ventennio è un'esperienza che va chiusa».
Ma dopo De Luca c'è il vuoto?
«I vuoti si riempiono, è una legge fisica».
E se il prossimo sindaco fosse un altro uomo fidato di De Luca? Si parla di Bonavitacola, che consiglio gli darebbe per non finire sedotto e abbandonato come è successo a lei?
«La storia non si ripete mai. Ci vuole un momento di rottura, è indispensabile per la democrazia, per poter ripartire in questa città. Ci vuole un atto di discontinuità».
Rottura, discontinuità, ma non è che tifa Renzi? È stato anche visto alla sua convention salernitana!
«No, assolutamente. Penso che Renzi sia un prodotto programmato per indebolire le possibilità della sinistra al governo. Alla convention andai perchè cercavo l'assessore Buonaiuto ma non lo trovai».
Nostalgia della fascia tricolore?
«È un mestiere che non si dimentica mai, che ti segna per la vita. Dopo ho fatto come quel personaggio di «C'era una volta in America», sono andato a letto presto».
I suoi figli lavorano all'estero. Perchè?
«Antonio è in Cina, a Pechino, lavora per Nokia, testa i prototipi dei telefonini, Laura dirige un ristorante nella capitale della Malesia. A Salerno non potevano restare per una scelta di vita culturale. E anche perchè erano figli miei. Spesso viene da chiedermi quanto hanno pagato chi ha condiviso le mie scelte».
Ci sarà una festa oggi?
«Ho percepito che mia moglie sta organizzando qualcosa. Ho sentito qualche spezzone di telefonata».
Da chi aspetta una telefonata di auguri?
«Da nessuno in particolare, devo dire che dal 2006 non ho cambiato il numero di cellulare e tutti quelli che mi hanno cercato mi hanno trovato. Anno dopo anno le telefonate sono sempre di meno però c'è un nucleo di amici eroici che ha resistito. Spero che anche quest'anno si facciano vivi».
Il regalo che vorrebbe?
«Una grappa».
Gabriele
Bojano
24 ottobre 2012
24 ottobre 2012
giovedì 3 marzo 2016
LASCIA CASCIELLO PORTAVOCE PROVINCIALE DI FORZA ITALIA
Da la Città del 3 marzo 2016
“(...) Intanto lascia anche il portavoce provinciale Gigi
Casciello, ufficialmente per impegni professionali. Casciello nega qualsiasi
contrasto con Amatruda e con il coordinatore provinciale (di Forza Italia) Enzo
Fasano, rimarcando come la scelta sia maturata esclusivamente per motivi
lavorativi”.
Casciello, giornalista professionista, era stato uomo di
punta dei quotidiani il Giornale di Napoli, direttore di Cronache del Mezzogiorno e del ROMA. Tornò a Salerno da
Napoli per fondare il quotidiano il Salernitano.
La vignetta, pensata proprio per Cronache del Mezzogiorno,
si riferiva al varo della sua ultima avventura giornalistica, prematuramente
conclusa, per poi diventare “guru” di Mara Carfagna e portavoce
provinciale di Forza Italia.
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