mercoledì 1 maggio 2019

RICORDANDO VITO TELESE SCOMPARSO IL 30 APRILE

Due le grandi passioni di Vito Telese, prof di diritto in pensione, la musica e il latino, con le strabilianti traduzioni  “in latinam linguam” delle più belle canzoni napoletane, in primis l’immortale ‘O sole mio di Giovanni Capurro e Eduardo Di Capua
Latinisti insigni gli  hanno espresso  ammirazione e ogni incoraggiamento.
Il chiarissimo professor Riccardo Avallone, gli scrisse: “Ho letto con attenzione e viva ammirazione la Sua traduzione latina delle più celebri canzoni napoletane. La Sua è una traduzione sempre meditata,  aderente, fluida, sfavillante, ritmica: Lei è un benemerito sia del Dialetto napoletano sia della Lingua latina! Continui in queste traduzioni: renderà un grande servigio al Dialetto napoletano e alla Lingua latina, viva più che mai e pronta a far sue tutte le voci”.
Il Grand’Ufficiale Mario Pinto,  ispettore centrale del ministero dell’Istruzione, gli scrisse: “Ho letto con ammirazione e con diletto crescenti la silloge di traduzione in latino delle più celebri canzoni napoletane. Se non è facile impresa rendere in latino, con quella felicità di scelte lessicali  e di combinazioni ritmiche che si riscontrano nel Suo lavoro, componimenti quali le più celebri canzoni napoletane (nate, insieme, dalla fantasia e dal sentimento),  impresa più difficile ancora è quella di rendere in una lingua  severa e razionale, quale è il latino,  la varietà e la complessa espressività di un dialetto come il napoletano. Ma in questo difficile compito Lei è felicemente riuscito, e perciò me  ne congratulo con convinta ammirazione”.
Da Pau  Geneviève Immè, latinista francese che aveva tradotto in latino “Santa Lucia luntana” gli scrisse: “Cher Ami, J’admire l’aisance avec laquelle vous rendez en latin ces chansons: Dèjà cette invention  de “Funitrahì, funitrahà” est une trouvaile merveilleuse. Cela m’aurait  semel intraduisible, et vous avez eu là une idèe de gènie”.
Alle “Napolitanae Cantiones” di Vito Telese la stampa ha riservato  lusinghieri giudizi.
“Ma chi l’ha detto che  il latino è una lingua morta? –osservò Gabriele Bojano del ‘Corriere del Mezzogiorno’- E’ talmente viva, invece, che si è messa a cantare a squarciagola le canzoni classiche napoletane. ‘Comme facette mammeta?’  si è trasformata così in ‘Ut fecit  mater tua’, mentre ‘I te vurria vasà’, risciacquata nell’idioma di Lucrezio,  suona più o meno ‘velim te basiare’. Per non parlare poi del capolavoro di Capurro-Di Capua ‘O sole mio’ che, vocabolario alla mano,  diventa ‘Meus sol’.
Per il professor Franco Bruno Vitolo, del periodico “Il Castello”,  “E’ un gioco. Anzi, un esercizio mentale. Anzi un nobile recupero culturale. Anzi una goduria,  Certo non è di tutti  tradurre in latino ventidue canzoni napoletane tra le più popolari, conservando toni,  cadenze e accentazione, e cantarle. Lo ha fatto Vito Telese,  professore di diritto in pensione con l’hobby della musica, che con le sue canzoni in  ‘napolatino’ riscuote da tempo sorrisi e successi”.
Per Erminia Pellecchia del quotidiano “Il Mattino”, “Vito Telese –prof e giornalista in pensione-  si è messo all’opera per tradurre, conservandone integro  il ritmo e la sonorità, i testi più amati del ricco canzoniere napoletano. La voce è bella, intonata e gradevole, il brio non manca, l’eleganza è innata. Così da docente e astro delle pagine sportive, Vito Telese si è trasformato in menestrello per la gioia dei vip salernitani e non solo. Pronti come i fratelli senatore Alfonso e Pasquale Andria (presidente del Tribunale dei minorenni).
Che  diceva di se stesso il buon Vito? “Ho preso due  piccioni con una fava mettendo insieme due mie grandi passioni, la musica e il latino. Operazione  piaciuta tanto da essere  costretto a ‘subire’ le richieste di amici e conoscenti per recital porta a porta, tra salotti e club privati, ovviamente nella lingua dei classici”.
E tra le “Napolitanae Cantiones” non mancava neppure ‘Sum insànus, sum insànus, foras ite de domo mea!…’: ‘Je so’ pazzo, je so’ pazzo, ascite fora da casa mia!’ di Pino Daniele...



'O sole mio   in latino

domenica 21 aprile 2019

PUNTUALI AUGURI DELL'AMICO GENOVESE

UBER GRANDE ARTISTA CHE FA SATIRA CON FILOSOFIA




















Hanno ancora un valore religioso queste festività o sono solo un incentivo consumistico ?
Ed è  con questa tremenda domanda che comunque auguro a tutti buone feste.
SALUTI UBER

visite e commenti sono sempre graditi

sabato 20 aprile 2019

DISEGNI DI “MITOLOGIA” SATIRICA...


... dal meglio di  cinquant'anni di capillare  memoria  storica e politica che Gaspare Russo,  come da idea lanciata al direttore di "Cronache del Mezzogiorno" Tommaso D'Angelo, cominciò a pubblicare nel 2008 in coppia con la vignetta a commento per ogni articolo sul tema descritto 


giovedì 18 aprile 2019

SALERNITANA 1991-92, QUEL "VOLO" ALL'INIZIO SOGNATO...

Tornata  in  B dopo 23 anni,  la Salernitana si presenta 
in campo con l'entusiasmo della precedente stagione, facendo all'inizio sperare in un produttivo torneo,  un  altro  magic moment, come nel volo sognato  da Eupremio Carruezzo  e Marco Pecoraro Scanio .   



il Giornale di Napoli

domenica 14 aprile 2019

CENTENARIO GRANATA / AMABILE REVIVAL

LA FAVOLA DI ARTURO DI NAPOLI    
IN ARTE RE ARTU'

Con 21 reti  il bomber aveva contribuito in maniera decisiva alla promozione in B della Salernitana nel campionato 2007/2008. 
E come tutti i re, con la sua bella corona in testa,  è stato protagonista di una favola, rotonda come un pallone di calcio.

La vignetta fa rivivere il  "Re Artù"  dei tempi migliori  con l'exploit in maglia granata, nel ricordo dei 40 gol segnati tra campionato e coppa dall'ex di Inter, Napoli, Empoli, Palermo


giovedì 11 aprile 2019

CENTENARIO 19 giugno 2019 SALERNITANA AMABILE REVIVAL

Nel 1987, subentrando ad Augusto Strianese, il  costruttore Giuseppe Soglia diventa presidente della Salernitana.
Soglia parte con grandi ambizioni e punta decisamente alla Serie B.
Tuttavia la promozione arriverà nel torneo 1989-90, nell'ultima giornata, pareggiata (0-0) contro il Taranto 


Il novo stadio, costruito da Soglia, sarebbe entrato in funzione nella prima giornata del campionato 1990/91 e inaugurato ufficialmente mercoledì primo maggio 1991, con il nome di stadio "Arechi", nell'occasione dell'incontro Italia -Ungheria, 3-1, prima esibizione della Nazionale di calcio a Salerno.

il Giornale di Napoli
1987