Visualizzazione post con etichetta Alfonso Menna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alfonso Menna. Mostra tutti i post

venerdì 1 maggio 2020

RICORDANDO 'O PRIMM' 'E MAGGIO...

...DANTE  ERA  IL  PRIMO  DEI  FRATELLI  MAGGIO...


Erano i primi anni '60, il comune di Salerno, sindaco Alfonso Menna, aveva organizzato, per il 1° maggio, uno spettacolo a Piazza Amendola. La scelta del mattatore della serata era caduta su Dante Maggio, uno dei nomi di punta della scena napoletana, il più famoso dei tre fratelli Maggio (Dante, Beniamino e Pupella).
All'inizio dello spettacolo, tra gli applausi e suscitando l'ilarità  del pubblico,  l'attore esordì dicendo :  " Oggi è 'a festa mia...  i'  song' 'o primm' 'e Maggio!"

Nell'immagine Dante Maggio è con Totò nel film "47 morto che parla"

* * *
Il sindaco di Salerno Alfonso Menna,  promotore dello "Spettacolo del 1° Maggio" a piazza Amendola,   nel riuscitissimo profilo d'epoca realizzato dall'artista Gabriele D'Alma


giovedì 19 marzo 2020

GIORNATE DI "CLAUSURA" ANTIVIRUS...

 E IL SOTTOTETTO CON "MEMORIA" STORICA



Sul finire degli anni '90  l'ammirevole incontro  tra  i sindaci 
di  Salerno di più lunga durata: Alfonso Menna  (15 anni)  e Vincenzo De Luca (8 anni). 
Memorabile la longevità  di Menna, scomparso a 108 anni l'11 aprile 1998 (era nato a Domicella, Avellino,  il 22 gennaio 1890)

sabato 16 febbraio 2019

DISEGNI DI "MITOLOGIA" SATIRICA...

... dal meglio di cinquant'anni di capillare memoria storica-politica che Gaspare Russo, come da accordo con   il direttore di "Cronache del Mezzogiorno" Tommaso D'Angelo, cominciò     a scrivere   nel 2008  abbinando una vignetta a ogni articolo sul tema descritto 
* * *
PORTO, EST O OVEST ?    
  CARMINE DE MARTINO   LO VOLLE DOVE STA

Sono lontani i tempi  del detto  popolare salernitano Si Saliern' teness' o  puort' Napule foss' muort'.  Ora il porto di Salerno è il sesto d'Italia per merci movimentate per cui è forte l'ostracismo all'accorpamento delle autorità portuali di Salerno e Napoli.
La storia del porto salernitano parte dagli anni '50 del secolo scorso. C'era chi lo riteneva  più funzionale a oriente e chi a occidente. Vinse l'idea di Carmine De Martino, potente politico democristiano. Il sindaco dell'epoca era Alfonso Menna (dal 10 luglio  1955 al 19 ottobre1970),  seguito (fino al 20 settembre 1974) da Gaspare Russo che, tuttavia,  in una recente intervista definì errore il porto commerciale a occidente e che non si potevano cambiare le cose in corso d'opera in considerazione che nella pubblica amministrazione è prioritaria la continuità.
A oriente, comunque, un porto (ma turistico) sarebbe nato nei primi anni 2000, all'altezza dello stadio "Arechi", prendendone il nome





martedì 30 ottobre 2018

L'ARTE BRILLANTE DI GABRIELE D'ALMA

Finalmente ritrovate, dopo continue ricerche, le mitiche “caricature” di Gabriele D’Alma,  un grande artista dal disegno sempre fine, elegante, con  somiglianze davvero eccezionali e dal  tratto chiaramente apologetico. Negli anni ’60,  in una lunga serie,  i suoi   personaggi  salernitani  arricchirono una raccolta, ora introvabile, di Lino Coppola. 

Pubblico qui, in primis, il sindaco dell’epoca Alfonso Menna, il temuto (dagli studenti) cattedratico latinista Riccardo Avallone e il giovane consigliere comunale  poi  sindaco Bruno Ravera.




martedì 1 maggio 2018

RICORDANDO DANTE MAGGIO: 'O PRIMM' 'E MAGGIO

DANTE  ERA  IL  PRIMO  DEI  FRATELLI  MAGGIO...
Erano i primi anni '60, il comune di Salerno, sindaco Alfonso Menna, aveva organizzato, per il 1° maggio, uno spettacolo a Piazza Amendola. La scelta del mattatore della serata era caduta su Dante Maggio, uno dei nomi di punta della scena napoletana, il più famoso dei tre fratelli Maggio (Dante, Beniamino e Pupella).
All'inizio dello spettacolo, tra gli applausi e suscitando l'ilarità  del pubblico,  l'attore esordì dicendo :  " Oggi è 'a festa mia...  i'  song' 'o primm' 'e Maggio!"




Nella foto Dante Maggio è con Totò in una scena del film "47 morto che parla" 

sabato 14 aprile 2018

ANNI '50, PORTO COMMERCIALE EST O OVEST?

ll parlamentare democristiano Carmine De Martino lo volle a occidente

Nel mese di ottobre 2008 “Cronache del Mezzogiorno” iniziò la serie di articoli di Gaspare Russo su 50 anni di politica salernitana con descrizione di persone e fatti con capillare documentata  memoria storica e, come  da accordo con Russo (che aveva già apprezzato sui fatti anche spunti di humour) e il direttore responsabile Tommaso D’Angelo, ad ogni articolo era abbinata una  vignetta satirica sul tema descritto. Nel disegno  il primo personaggio della carrellata di uomini politici visto appunto in chiave satirica.

La storia del porto salernitano parte dagli anni '50 del secolo scorso, quando si diceva:  "Se Saliern' teness'  'o  puort' Napule foss' muort".  Ma in posizione est o ovest ?  C'era chi lo riteneva più funzionale a oriente e chi a occidente. Vinse l'idea di Carmine De Martino, potente politico democristiano, che propiziò la decisione di realizzare il porto dove si trova ora.Il sindaco dell'epoca era Alfonso Menna (dal 10 luglio1955 al 19 ottobre 1970), seguito fino al 20 dicembre 1974 dal giovane avvocato Gaspare Russo. 
Tuttavia Russo, che è stato sindaco di Salerno, presidente della Camera di Commercio e presidente della Giunta Regionale della Campania, in una recente intervista ha definito errore il porto commerciale a occidente e che però non si potevano cambiare le cose in corso d'opera in considerazione che nella pubblica amministrazione è prioritaria la continuità.
Attualmente il porto di Salerno è tra i primi d'Italia per merci movimentate. A oriente, comunque, un porto (ma  turistico, "Marina d'Arechi") sarebbe sorto nei primi anni 2000 all'altezza dello stadio comunale di calcio, intitolato al principe longobardo Arechi II.
Cronache del Mezzogiorno
Direttore     Tommaso D'Angelo

martedì 28 febbraio 2017

AMARCORD - "IL TEMPO" IN MASCHERA 1965

.
Riconoscibili,  Granati, Quagliariello, Cacciatore, Gagliardi, Carapellese, Scarnicci, Rossi, Sellani, Marano, Adduci, Voltolina, Camaggio, Fulgione, Grassi, Virtuoso, Fruscione, Parrilli, D'Aniello, Angrisani, Barbirotti, Ravera, Mobilio, C.Bottiglieri, Menna, Napoli, Scozia, Russo, Cuciniello.  
Sui ritmi del  twist-twist-again animano il ballo di gruppo l'allenatore "pro tempore" Riccardo Carapellese e il sindaco Alfonso Menna.

domenica 5 febbraio 2017

PORTO, EST O OVEST ? CARMINE DE MARTINO LO VOLLE DOVE STA

Sono  lontani  i tempi del detto popolare salernitano Se Salierno teness'o puort', Napule foss' muort'. Ora il porto di Salerno è il sesto  d'Italia per merci movimentate per cui è forte l'ostracismo all'accorpamento delle autorità portuali di Salerno e Napoli.

La storia del porto salernitano parte dagli anni  '50 del secolo scorso: C'era chi lo riteneva più funzionale a oriente e chi a occidente. Vinse l'idea di Carmine De Martino, potente politico democristiano. Il sindaco dell'epoca era Alfonso Menna (dal 10 luglio1955 al 19 ottobre 1970), seguito (fino al 20 dicembre 1974) da Gaspare Russo che tuttavia, in una recente intervista, ha definito errore il porto commerciale a occidente e che non si potevano cambiare le cose in corso d'opera in considerazione che nella pubblica amministrazione è prioritaria la  continuità.

A oriente, comunque, un porto (ma turistico) sarebbe nato nei primi anni 2000, all'altezza dello stadio "Arechi", prendendone il nome.
 


Cronache del Mezzogiorno
Direttore  Tommaso D'Angelo



Cronache del Mezzogiorno
Direttore  Tommaso D'Angelo


sabato 2 gennaio 2016

IL TERZ'ULTIMO COMPLEANNO DEL SINDACO ALFONSO MENNA

 Nato a Domicella (Avellino) il 22 gennaio 1890, morto a Salerno l'11 aprile 1998 all'età di 108 anni, Alfonso Menna è stato sindaco di Salerno per quindici anni, dal 10 luglio 1955 al 19 ottobre 1970.

Vignetta pubblicata il 22 gennaio 1996 sul  Corriere di Salerno diretto da Roberto Ritondale 


Molto attento alle iniziative culturali per i giovani, Alfonso Menna, allora 74enne, è alla premiazione del premio giornalistico "Penna d'Oro" organizzato da Lino Schiavone, capo della redazione salernitana de IL TEMPO   (Foto Ernesto Errico)
 


mercoledì 8 dicembre 2010

ALFONSO MENNA, COMPLEANNO PIU' CHE STORICO



Alfonso Menna, 1996
( il CORRIERE Salerno e Provincia )

Pubblicata sul neonato quotidiano salernitano, diretto da Roberto Ritondale, con Carlo Apolito direttore editoriale, la vignetta celebrava il Cavaliere di Gran Croce Alfonso Menna, sindaco di Salerno dal 10 luglio 1956 al 10 ottobre 1970, intento a spegnere le 106 candeline del compleanno. Di Menna, morto all'età di 108 anni, desidero pubblicare il ricordo tracciato dall'illustre giornalista amalfitano Gaetano Afeltra:
"""""E'scomparso a Salerno all'eta' di 108 anni Alfonso Menna, sindaco della citta' per quindici anni. Nel 1954, quando un nubifragio colpi' in modo drammatico quella parte del Sud, la sua opera di soccorso suscito' l'ammirazione del Paese. Menna riusci' a trasformare una disgrazia in un'occasione per salvare la sua citta' dalla depressione. Ci riusci' rianimandola al punto di farla denominare la "Torino del Sud", unica citta' che offriva lavoro ai disoccupati delle zone limitrofe. Nel corso degli anni le sue benemerenze sono state tante, ma a me e' caro ricordare un episodio della sua vita dove rifulge il rispetto, la gentilezza e la nobilta' del suo cuore. Lo sbarco alleato a Salerno avvenne l'8 settembre del 1943. Dopo, da Pescara, arrivo' anche Badoglio col suo governo. Arrivo' anche il re. Era ospite a Vietri sul Mare, sopra Raito, nella villa dell'ambasciata Guariglia. La mattina presto si vedeva spesso Vittorio Emanuele con il cappello di paglia a larghe tese andare a pescare con la lenza in compagnia di un vecchio pescatore. Le rare volte che passeggiava nei dintorni della casa in compagnia della regina Elena, tanto piu' alta e maestosa, il re appariva cupo. La loro vita era modesta non solo per le circostanze difficili ma anche per vecchie abitudini di parsimonia. Pure la mensa era frugale. A quel tempo Menna era commissario per l'alimentazione. Ogni giorno a Villa Guariglia arrivava una cassetta di frutta e di verdura: roba semplice, arance, limoni, patate, cicoria, insalata. Un'attenzione che il commissario all'alimentazione riservava ai sovrani, in un'ora in cui la loro stella era gia' al tramonto. Ogni due o tre giorni, con la cassetta di frutta e verdura c'era anche un mazzo di fiori: omaggio discreto di Menna alla regina. Fino allora Menna non aveva mai avuto rapporti diretti con i sovrani: i ringraziamenti gli giungevano attraverso un ufficiale. Un giorno, invece dell'ufficiale arrivo' un gentiluomo di corte: il re e la regina avrebbero avuto il piacere di ringraziarlo di persona. Menna stesso mi raccontava: "Andai a Villa Guariglia col mio abito migliore. La regina mi venne incontro lentamente, con un lieve sorriso. Mi colpi' la tristezza pensierosa di quel volto e mi sorprese che avesse le mani ruvide come quelle di una donna abituata ai lavori domestici. Erano mani che sembravano rivelare carattere, orgoglioso ma umile. Mi disse: "Mio marito e io sappiamo delle sue premure e vogliamo ringraziarla". Mi regalo' un paio di gemelli d'oro, con lo stemma dei Savoia, proprio gli stessi che portavano i gentiluomini di corte. Poi mi accompagno' dal re e si ritiro'. "Mi apparve un viso emaciato, vecchissimo, come segnato da un'angoscia al di sopra di ogni capacita' di sopportazione. Il re indossava una giacca da camera di raso verde scuro. Quando entrai si alzo' di scatto dalla sedia e giro' intorno alla scrivania con passi brevi e nervosi, venendomi incontro. Mi strinse la mano, dicendo "Grassie! Grassie!", in piemontese. Nient'altro. E ancora "Grassie, grassie!", sei, sette volte. Poi, silenzio. "Era una situazione imbarazzante. Sul tavolo di lavoro vidi un foglio scritto a meta'. Accanto c'era una piccola pila di fogli uguali, con lo stemma di Casa Savoia, zeppi di scrittura fitta e minuta. Gli chiesi se era vero che stava scrivendo le sue memorie. Rispose a voce bassissima, quasi farfugliando: "Si', scrivo, scrivo da mattino a sera...". Il tutto duro' pochi minuti. Tanto che non mi invito' neanche a sedermi. Alla fine mi congedo', ripetendo ancora "Grassie, grassie di tutto""""".

domenica 14 novembre 2010

LA GRANDE SALERNO DI MENNA...



Alfonso Menna, Gaetano Giordano, Vincenzo Giordano, 1988
( GAZZETTA di SALERNO )

Nel 1988 il noto giornalista salernitano Gaetano Giordano, a coronamento di una chilometrica celebrativa intervista con Alfonso Menna, pubblicò per Il Mattino dieci fascicoli sulla vita e l’opera di Menna, sindaco di Salerno dal 10 luglio 1956 al 10 ottobre 1970.